TikTok e il no profit sembrano non avere nulla da condividere, eppure con l’iniziativa TikTok for Good ByteDance dimostra come un social può rappresentare uno strumento di valore ai fini di iniziative benefiche.

Facendo un giro nel social, tra duetti e video divertenti, è possibile anche vedere come TikTok e il no profit, due mondi apparentemente lontani, pian piano stiano iniziando ad avvicinarsi.

Ogni giorno, nelle prime ore del mattino, Chris Franklin, un contadino 61enne inglese, apre le porte al suo fienile e fa entrare nel cortile una sfilata di anatre, oche e galli. Filma la scena e la carica su TikTok, raggiungendo migliaia di visualizzazioni e like, e questo è solo un esempio dei tanti video che Franklin pubblica quotidianamente sulla piattaforma di social media cinese riprendendo la sua fattoria.

Chris non realizza e carica i video per suo piacere personale, ma anche per sensibilizzare sulle attività dell’azienda agricola, dimostrando che TikTok e il no profit possono collaborare. La sua, infatti, non è una fattoria normale: è il Caenhill Countryside Centre, un’organizzazione benefica che insegna ai bambini l’agricoltura, gli animali e la campagna.

Ovviamente, non tutte le associazioni di beneficenza possono mobilitare testimonianze tanto commoventi quanto Cuthbert the Goose, l’oca da 98 mila followers su TikTok. Tuttavia, il nuovo social del momento viene guardato con interesse da un numero crescente di professionisti della comunicazione che lavorano nel settore no profit.

TikTok e il no-profit

Nonostante la relativa juvenescenza, l’iniziativa TikTok For Good, nata con l’obiettivo di unire TikTok e il no profit, sta già coinvolgendo milioni di persone. Le organizzazioni di beneficenza e le ONG possono coinvolgere gliutenti con hashtag challeges in base alle quali gli utenti creano i propri contenuti per mostrare il supporto per le campagne. Il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) delle Nazioni Unite ha lanciato la più grande challenge di danza del mondo con la sua campagna #DanceForChange per aiutare le persone nelle aree rurali dell’Africa e di altri paesi in via di sviluppo. La challenge ha visto la creazione di 33.000 video, generando oltre 81 milioni di visualizzazioni.

TikTok ha persino iniziato a raccogliere fondi, donando 1 dollaro per ogni video creato per la challenge in partnership con Movember e 2 dollari per ogni video creato a supporto del Red Nose Day.

TikTok for Good

A novembre ByteDance ha organizzato un evento per il settore no-profit, con l’obiettivo di informare le organizzazioni benefiche britanniche sul potenziale dei social media per il loro lavoro.

Matt Griffiths, CEO di Youth Music, un’organizzazione benefica che supporta progetti di produzione musicale per i giovani, ha spiegato agli oltre 100 partecipanti all’evento come la sua organizzazione ha collaborato con l’app per la sua campagna #MusicShapedMe, con 15 milioni di partecipanti in sole tre settimane. La campagna chiedeva agli utenti di condividere video su come la musica ha cambiato la loro vita, aiutandoli ad alimentare situazioni difficili.

Ed Jones inoltre, Head of Digital Strategy presso Team GB, ha descritto come la loro collaborazione con TikTok (a supporto della campagna “I Am Team GB”) ha visto 6,8 milioni di visualizzazioni video e guadagnato 8,7k follower per l’account Team GB. Team GB ha utilizzato la “Hashtag Challenge” dell’app per il loro evento: “La più grande giornata sportiva della nazione”, che ha visto la risposta di oltre 1.000 video.

Anche un famoso creator ha preso la parola: Steven McKell ha parlato dell’importanza che un messaggio positivo gioca nel suo lavoro, e in effetti su TikTok nel suo insieme. Ha descritto i video di successo come “contenuti originali, divertenti e riconoscibili”. Questa prospettiva si presta a potenziare e coinvolgere campagne che consentono alle persone di provare un senso di coinvolgimento anche per iniziatiche volte a confermare che TikTok e il no-profit possono rappresentare un connubio vincente.